Caterina Chinnici

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Caterina Chinnici (Palermo, 5 novembre 1954) è un magistrato italiano, capo del Dipartimento per la giustizia minorile del ministero della Giustizia dal 2012..

Biografia

Figlia del giudice Rocco Chinnici, assassinato dalla mafia nel 1983. Laureatasi in giurisprudenza a 21 anni, entra in magistratura nel 1979. Diviene pretore prima di Asti e poi di Caltanissetta. Dopo alcuni anni al ministero, nel 1993 è sostituto alla procura generale della corte d’appello di Caltanissetta. Nel 1995 è nominata procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minori di Caltanissetta e vi resta fino al 2008. Nel 2002 è vice presidente della “Commissione per le adozioni internazionali” della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel 2008 è procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo.
Nel giugno 2009 il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo la nomina assessore regionale alla Famiglia e Autonomie locali, e poi alla Funzione pubblica, fino al 2012.
Nel luglio 2012 il ministro della giustizia Paola Severino la nomina capo del Dipartimento per la giustizia minorile, e confermata nel luglio 2013 dal ministro Annamaria Cancellieri.
Nel 2014 ha pubblicato un libro di ricordi del padre dal titolo È così lieve il tuo bacio sulla fronte.

Viene candidata alle elezioni europee del maggio 2014 come capolista del Partito Democratico nella Circoscrizione Italia insulare. Viene eletta al Parlamento europeo con 133.765 preferenze, seconda assoluta nella circoscrizione dietro Renato Soru (182.687). 
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Il 29 luglio 1983 la mafia fa esplodere un’autobomba in via Pipitone Federico a Palermo: muoiono il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere dello stabile dove il magistrato viveva insieme alla moglie e ai figli. Rocco Chinnici era da tempo nel mirino. Innovatore e precursore dei tempi, aveva intuito che, per contrastare efficacemente il fenomeno mafioso, era necessario riunire differenti filoni di indagine, comporre tutte le informazioni e le conoscenze che ne derivavano. Per farlo, riunì sotto la sua guida un gruppo di giudici istruttori: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giuseppe Di Lello. L’anno dopo la sua morte, questo gruppo prenderà il nome di “pool antimafia”. La storia ci tramanda come e perché Rocco Chinnici sia stato ucciso. Ci tramanda un eroe. A lui però non sarebbe piaciuto essere chiamato così. Era prima di tutto un uomo, un padre, cui è toccata in sorte una vita straordinaria, o forse un destino, che lui ha scelto di assecondare fino alle estreme conseguenze.
Dopo decenni di silenzio, Caterina Chinnici, la figlia primogenita – a sua volta giudice, a sua volta impegnata nella lotta alla mafia, a sua volta sotto scorta – sceglie di raccontare in un libro la loro vita “di prima”, serena nonostante le difficoltà, e la loro vita “dopo”. Sceglie di raccontare come lei, i suoi fratelli e la madre abbiano imparato nuovamente a vivere e siano riusciti a decidere di perdonare: l’unico modo per sentirsi degni del messaggio altissimo di un padre e un marito molto amato . . .
Il libro è  intitolato “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte