Anche noi subiamo gli effetti del CORONAVIRUS

In questi giorni bui, in questa meditazione forzata, spesso siamo portati a pensare ciò che avremmo potuto ed anche dovuto fare. Vediamo svanire progetti, programmi e spesso, siccome ogni nostro impegno è quasi sempre condiviso con altri, vorremmo comunicare, vorremmo spiegare il perché, vorremmo forse darci un qualche diverso e più realistico alibi; operazione del tutto inutile, visto che ci troviamo tutti imbarcati sulla stessa nave.
La verità vera e che se fino a qualche settimana fa nutrivamo speranze, anche se forzate, ma comunque volte verso una ipotetica fine di quest’incubo, ora, e man mano che passano i giorni, ci rendiamo conto di come, l’attuale stato, sicuramente come è giusto che sia, ci condurrà verso una futura e quand’anche minima ripresa, allontanandoci da quella quotidianità che ci trascinavamo sino a qualche mese fa.
Ecco il vero stravolgimento. Ecco il vero salto nel buio.
Nessuno di noi sa con esattezza cosa l’aspetta pertanto tutto ciò che era nei nostri programmi non potrà sicuramente trovare una futura, approssimativa o definita collocazione nel tempo. Possiamo solo manifestare la nostra volontà del “fare”, allorquando e nel momento in cui il tutto ci sarà reso possibile.
Certamente non c’è nulla da giustificare ma, per quanto ci riguarda, volevamo solo condividere con voi qualche piccolo rammarico.
Quest’anno, il 40°, lo avevamo pensato pieno di impegni ed eventi che avrebbero dovuto renderlo un anno particolare nel ricordo e nella memoria di Onofrio.
Abbiamo potuto solo presentare il nostro libro il 15 Gennaio a Palermo e a S. Teresa di Riva, dovendo rinunciare ad una serie di programmazioni che a partire dal mese di Marzo ci avrebbero portato a girare tra le nostre scuole con ulteriori appuntamenti su Messina e Catania.
A partire dall’8 Maggio dovevamo partire per un lungo giro che da Roma ci avrebbe portati a Bologna, Reggio Emilia, Milano, Varese, Cinisello Balsamo, Nova Milanese per finire il 17 Maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino. Saremmo stati anche alla Giornata della Memoria il 9 Maggio a Roma, alla presenza del Capo dello Stato. A fine Febbraio avevamo prenotato ogni cosa ed abbiamo dovuto disdire tutto. Non abbiamo potuto coinvolgere i ragazzi delle scuole per le relative Borse di Studio ed è, con forte probabilità, in dubbio la stessa manifestazione del 2 Agosto per la XV Edizione del Premio Zappalà 2020.
Cosa dire. Il rammarico è forte, vorremmo svegliarci per poter dire che tutto ciò è un sogno, ma sappiamo che così non è. Ci confortiamo con quell’ottimismo che abbiamo riposto sempre nella sorte, foriera di benigni riconoscimenti verso il nostro operato, costruito essenzialmente sul nostro impegno e sulla nostra disponibilità.
Una cosa è certa. Faremo tutto ciò che possiamo e dovevamo fare, non appena ci sarà consentito farlo, condividendo, come sempre con ciascuno di voi, ogni nostra piccola o grande emozione.
A presto !