Fortunato Zinni incontra Scuole e Società Civile

A poco più di un mese dal suo 50° Anniversario che segnò l’avvio delle stragi degli anni di piombo, ripercorriamo la storia della strage di Piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969. Lo facciamo con un personaggio di eccezione, un testimone oculare, un sopravvissuto per caso a quella orribile carneficina. FORTUNATO ZINNI, allora dipendente della Banca Nazionale dell’Agricoltura ed in organico alla sede di Piazza Fontana, ci porta la sua personale e tragica testimonianza ma non solo. Zinni non si limita a parlare del fatto in se ma lo contestualizza nel periodo storico di riferimento facendo menzione di ogni cosa abbia potuto condurre a quell’efferato atto eversivo. Ci parla dell’approvazione dello Statuto dei Lavoratori e di tutto un contesto sociale che ebbe a svilupparsi proprio in quei giorni e che avrebbe potuto incidere nello sviluppo degli eventi di cui trattasi. Un’analisi puntuale, precisa vissuta in prima persona ed assolutamente dall’interno (a due passi dall’esplosivo, ebbe salva la vita per essersi spostato su richiesta di un collega solo alcuni secondi prima dell’esplosione).
E’ il 6 novembre 2019. La prima tappa è all’Istituto Comprensivo di S. Teresa di Riva dove incontriamo i ragazzi delle varie classi aggregate. L’accoglienza quella di sempre mentre, ancora una volta, risalta l’impegno che gli insegnanti ci danno prova di mettere per preparare i ragazzi sull’argomento.
Alcune foto dell’incontro, nei locali dello stesso Istituto.


Chiuso l’incontro con il Comprensivo, ci trasferiamo al Palazzo della Cultura, ex Villa Ragno, a S. Teresa di Riva, per l’incontro pubblico. La serata è non delle migliori. Pioviggina, un leggero venticello contribuisce a fare la sua parte, ma nonostante ciò riusciamo ad avere una buona presenza che ci permette di svolgere sicuramente al meglio la serata prevista. Ci vuole veramente poco affinché il nostro Ospite riesca a creare l’atmosfera giusta, attirando la giusta attenzione di chi l’ascolta. Zinni non si ferma soltanto al fatto in se ma lo amplifica spaziando in quel contesto storico-sociale che aveva in parte accennato nell’incontro precedente, offrendo ai presenti uno spaccato assolutamente reale del tempo. Il consenso diventa scontato dal momento in cui la quasi totalità dei presenti, proprio per l’età, ha vissuto quel periodo storico, anche se da lontano.
A lcuni momenti dell’intervento a Villa Ragno

Il 7 di Novembre, mattina, si chiude il cerchio incontrando l’Istituti di Istruzione Superiore Caminiti-Trimarchi (Classico e Scientifico) di S. Teresa di Riva. Una palestra stracolma è pronta ad accogliere Fortunato Zinni. Nel corso dell’intervento emerge la massima attenzione per le parole che Zinni usa per “raccontare” la sua amara esperienza. La sua narrazione parte sempre dai fatti ma si sviluppa sempre nei contesti di riferimento proprio in funzione di avere di fronte un uditorio sicuramente maturo e consapevole. La conferma di ciò viene dalle domande che, alla fine dell’intervento, sommergono il nostro Ospite portandolo, spesso, a dover specificare ancor di più quanto da lui in precedenza acclarato. 
Sicuramente un’altra bella pagina di storia che ci appartiene e che abbiamo avuto il piacere di sottoporre all’attenzione di quanti ne erano a conoscenza ma sicuramente anche a quanti ne hanno sentito parlare per la prima volta. Una memoria che va coltivata per essere alla base dei nostri percorsi sociali e personali e soprattutto che non va dimenticata. Una memoria che, come diciamo sempre, va tramandata affinché possa dare ad ognuno quella coscienza che non è altro che la base per un futuro migliore.
Chiudiamo con le immagini dell’incontro con i Licei.