Ricordato Carmelo Duro all’Elihotel di S. Alessio Siculo

A seguire alcune fotobSi è conclusa il 4 Ottobre 2015 la 4 giorni dedicata a CARMELO DURO ad appena un anno dalla sua scomparsa. Amici e concittadini lo hanno ricordato sottolineando e rafforzando una figura che ha saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto primo piano in tutta la riviera jonica.
Due serate e una mostra ne hanno scandito l’itinere dando spazio a molti interventi che puntualmente e dettagliatamente hanno tracciato le sfaccettature di un uomo che ha fatto di tutto, condendo ogni sua azione di competenza, professionalità ed amore.
Il Giornalista, lo Scrittore, l’Uomo. Da questi tre principali riferimenti, che sono stati le tre strade principali della sua stessa vita, sono state sottolineate quelle che hanno rappresentato le sue molteplici attività collaterali che ugualmente e con sempre più passione ed entusiasmo, venivano portate avanti con altrettanta competenza e serietà. Soggetto dotato di una grande capacità comunicativa ed oratoria lo si è ricordato come organizzatore e coordinatore di gruppi per il suo paese (in eventi come Labarissimo degli anni 60), competente ed acuto presentatore di serate culturali a vario titolo e non solo, fondatore dell’Associazione Kallipolis e del periodico il Malessere, ha saputo sempre osannare, stimolare ma anche spesso criticare positivamente la propria terra affinché potesse scuotersi offrendo, a suo dire, le proprie molteplici potenzialità migliori. Si è sceso anche nei particolari ricordando i suoi trascorsi in SIP ed il suo impegno nel sindacato passando a ricoprire cariche Provinciali, Regionali e Nazionali. E gli amici erano tutti lì. Le persone che con lui hanno percorso quel sentiero dai mille rivoli, dalle mille e più creative positività, erano lì a ricordarlo. Pippo Biella, Santino Carnabuci, Filippo Brianni, Giuseppe Cacciola, Pietro Saglimbeni e tanti altri che non conoscendoli personalmente ci viene difficile citare.
A tal proposito pubblichiamo un articolo scritto da Filippo Brianni, che forse meglio sintetizza l’immagine delle due serate.

Come Associazione Zappalà, abbiamo più volte espresso il nostro pensiero sulla figura di Carmelo Duro, non solo sulla persona, su ciò che ha fatto ed ha rappresentato per tutto l’intero hinterland, ma soprattutto, per ciò che ha saputo donarci quale fedele e schietto compagno di un percorso di ricordo e memoria che, con i “compagni di Onofrio” aveva sposato così intensamente, da farlo diventare da subito una cosa sua e che proprio coccolava  e accudiva come fosse una delle tante sue stesse creature.

In segno del nostro profondo rispetto abbiamo voluto consegnare alla Moglie di Carmelo, il testo del nostro intervento di quella sera. Nulla di particolare se non un susseguirsi di valutazioni e ricordi dettati dal cuore, ma con un particolare monito che ci sentiamo di porgere come invito a quanti ne avranno titolo per onorarne la memoria:
.  .  .  .  .  omissis .  .  .  .  .
Nemo profeta in patria. Una frase che non ha certo bisogno di traduzione.
Io mi auguro che per Carmelo sia l’eccezione che confermi la regola.
Che chi, negli anni futuri, avrà posizione e ruoli di rappresentanza di questo Paese, di questa Vallata, abbia l’umiltà, la consapevolezza, ma soprattutto il dovere ed il coraggio di non dimenticare chi ha saputo osannare la tavola che accoglierà il piatto dove egli stesso, e molto spesso non per meriti ma per grazia ricevuta, andrà a mangiare.
Carmelo non può e non deve essere dimenticato.
La memoria è vita. Non esiste futuro se non facciamo tesoro di un passato che ci ha dato emozioni, che è riuscito a scolpire particolari momenti della nostra vita.
E sono proprio quelli che devono a catena essere additati ad esempio e far parte del bagaglio storico e conoscitivo delle nuove generazioni, per migliorare il percorso dei singoli e la vita di tutti.
Per queste e con queste finalità abbiamo voluto essere qui questa sera, per dire a chi in futuro ne avrà la possibilità ancor prima delle capacità, di farsi carico di un impegno rivolto alla memoria più che al ricordo, che salvaguardi la vita e le opere e che renda a Carmelo almeno una piccola parte di quell’amore che lui, in primis, ha saputo dare al suo Paese ed alla sua terra.

A seguire alcune foto delle due serate con gran parte degli amici intervenuti.